PLANUDES, MAXIMUS, Prolegomena Rhetorices
Ms. cartaceo, secolo XV
BUB, Ms. 2647
Provenienza: Monastero del Santissimo Salvatore di Bologna

Cuoio di capra marrone su assi lignee smussate ai contro piatti in corrispondenza dei tagli, decorato a secco  e in oro. Impronte dei cantonali in foggia lanceolata e dell’umbone quadrangolare. Fasci di filetti concentrici parzialmente collegati agli angoli. Due cornici caratterizzate da coppie di stelle entro cordami e meandri. Estremi dell’opera dorati in testa al piatto posteriore. Specchio muto. Tracce di quattro fermagli costituiti da altrettante bindelle in cuoio marrone inserite sotto corame, assicurate a mezzo di due chiodi metallici a testa piatta al piatto anteriore e da due paia di impronte di contrograffe in foggia di trapezio ancorate tramite tre chiodi a quello posteriore. Scompartimenti del dorso provvisti di fasci di filetti incrociati. Capitelli residui muniti di anima in pelle allumata avvolta da fili in canapa. Indorsatura realizzata tramite alette orizzontali membranacee o cartacee. Rimbocchi rifilati senza particolare cura. Cucitura su tre nervi in pelle allumata fendue. Labbri muti. Carte di guardia bianche. Tagli rustici. Stato di conservazione. discreto. Spellature al materiale di copertura, specie al piatto posteriore e al dorso dalla tonalità scolorita.  

I fregi e gli estremi dell’opera dorati consentono di assegnare la legatura al secondo quarto del XVI secolo, eseguita a Bologna dal primo legatore di S. Salvatore (1525 circa - 1555) del quale questa Istituzione custodisce diversi esemplari. In evidenza, i supporti smussati ai contropiatti conformemente alle consuetudini dei legatori nostrani del Quattrocento, l’ornamento interamente realizzato indipendentemente dall’applicazione delle ferramenta, la piastra di aggancio della catena legata al pluteo, i tagli rustici e l’incipit.

Il volume costituisce uno dei 506 codici del SS. Salvatore trasportati in Francia nel 1796, come attesta il timbro rosso della Bibliothèque nationale, ritornati quindi a Bologna nel 1815, dopo la caduta di Napoleone.

 

 

ALBINUS : PLATONICUS, Institutiones de Platonis doctrina
Ms. cartaceo, secolo XV
BUB, Ms. 2432
Provenienza: Monastero del Santissimo Salvatore di Bologna

Cuoio di capra marrone su assi lignee smussate ai contropiatti in corrispondenza dei tagli, decorato a secco e in oro. Filetti concentrici. Coppia di cornici caratterizzate da arabeschi, urne alternate a fogliami. Due corni d’abbondanza incrociati negli angoli interni dello specchio; ampia cartella centrale formata da moresche. Il titolo dell’opera in caratteri capitali al piatto posteriore. Scompartimenti del dorso riquadrati; quattro filetti incrociati e altrettante rosette. Capitelli, indorsatura, rimbocchi rinnovati. Cucitura su tre fettucce. Labbri muti. Carte di guardia bianche aggiunte e coeve. Tagli rustici. Stato di conservazione: mediocre. Bruniture e spellature al materiale di copertura coevo, scomparso lungo il dorso.

I fregi inducono ad assegnare la legatura, non inclusa in Hobson 1998, al secondo quarto del XVI secolo, eseguita a Bologna dal primo legatore di S. Salvatore attivo nel periodo 1525 circa - 1555 di cui questa Istituzione possiede diversi manufatti. Inusuali le moresche nell’iconografia di questo artigiano. In evidenza le assi lignee smussate ai contropiatti, il titolo dell’opera in caratteri capitali al piatto posteriore, i tagli rustici e l’incipit.

Il volume costituisce uno dei 506 codici del SS. Salvatore trasportati in Francia nel 1796, come attesta il timbro rosso della Bibliothèque nationale, ritornati quindi a Bologna nel 1815, dopo la caduta di Napoleone.

 

 

PAULUS <santus>, Epistolae
Ms. membranaceo, secolo XIV

BUB, Ms. 2419
Provenienza: Monastero del Santissimo Salvatore di Bologna

Cuoio di capra bruno su assi smussate ai contropiatti in corrispondenza dei tagli, decorato a secco e in oro. Fasci di filetti concentrici. Coppia di cornici caratterizzate da meandri e coppie di fogliami entro sfondo cuoriforme addossati. Quattro motivi mamelucchi disposti verticalmente nello specchio. Il titolo dell’opera e il nome dell’autore in caratteri capitali nella porzione superiore del piatto anteriore. Scompartimenti del dorso riquadrati; il nome dell’autore e il titolo dell’opera in quelli residui. Due fermagli, capitelli, cucitura, indorsatura, carte di guardia rinnovati. Labbri muti. Tagli rustici. Stato di conservazione: mediocre - discreto. Spellature al materiale di copertura originale, scomparso lungo il dorso. Restauro Legatoria felsinea, Bologna.  

I fregi e la bibliografia inducono ad assegnare la legatura al secondo quarto del XVI secolo, eseguita a Bologna dal secondo legatore di S. Salvatore. In evidenza i supporti lignei smussati ai contropiatti, il titolo dell’opera e il nome dell’autore in testa al piatto anteriore (qui al piatto anteriore in luogo di quello posteriore, invertiti in occasione del restauro), le vivaci carte di guardia, i tagli rustici, l’incipit.

Volume restaurato, appartenuto al felsineo monastero di S. Salvatore.