Collocazione: A.M.O.VII.5

Descrizione bibliografica

Tes Kaines diathekes hapanta. Noui testamenti omnia, Basileae : Ioan. Valderus, 36 [i.e. 1536], 118x70x58 mm

Descrizione della legatura

Cuoio di capra bruno su quadranti in cartone decorato a secco e in oro. Filetti concentrici collegati negli angoli. Cornice a due filetti. Foglia trilobata negli angoli interni dello specchio, ripresa in due esemplari nella cartella circolare a doppio filetto con il titolo dell’opera al quadrante superiore, a fronte del braciere ardente nel cartiglio di quello inferiore. Tracce di due fermagli costituiti dai lacerti di altrettante bindelle in cuoio di capra bruno assicurate a mezzo di due chiodi metallici a testa piatta assicurate al piatto anteriore e da un paio di contrograffe tetralobate in ottone inciso provviste di tre fori ornamentali centrali ancorate con quattro chiodi in metallo a quello posteriore. Capitelli muniti di anima circolare avvolta da fili in canapa e in lino blu. Cucitura su tre nervi alternati a quattro tratteggiati apparenti. Indorsatura realizzata tramite alette orizzontali cartacee. Rimbocchi rifilati senza particolare cura. Carte di guardia assenti. Tagli blu. Stato di conservazione: mediocre. Spellature al materiale di copertura. Piatto anteriore avulso dal blocco.

Legatore

Bocchi, secondo legatore di Achille (1508 (?)-1539, Bologna)

Commento alla legatura

Il corame bruno, la cartella circolare centrale, il volume donato dal felsineo frate Hieronymus Pallanterius ad un vescovo bitontino e le note tipografiche propongono di attribuire la legatura al secondo quarto del XVI secolo eseguita a Bologna dal secondo legatore di Achille Bocchi (dal nome del noto committente felsineo vissuto tra il 1488 e il 1562) in particolare, attivo nel periodo 1508 (?)-1539 circa del quale questa Istituzione custodisce alcuni esemplari. Dopo il 1522, Bocchi si rivolge ad una seconda bottega: si tratta di un libraio dalla cospicua produzione. In evidenza la Fortuna al centro del cartiglio centrale a foglie bucate, il titolo collocato al centro del piatto anteriore entro una cartella circolare oppure rettangolare, l’impronta della piastra metallica cui era fissata la catena8 legata al pluteo. In evidenza i nervi strutturali alternati a quelli tratteggiati apparenti, i tagli blu non infrequentemente riscontrati in produzioni cinquecentesche dell’Italia settentrionale, le contrograffe dalle dimensioni codificate, apparentemente inadatte per il limitato formato del volume proposto, lo stato non pristino del volume che consente, se non altro, di osservare parte del blocco e della controcoperta e il frontespizio illustrato.