Collocazione: A.M.G.VI.1

Descrizione bibliografica

Marchese, Francesco <sec. 17.-18.>, De antiqua Gallias inter, atque Hispanias in diuinis, et humanis rebus communione. Authore Petro Rosello, sacerdote Gallo, Lugduni : ex typographia Ioannis Gregoire, in vico Hospitalis, ad Imaginem S. Rochi, 1660, 265x180x42 mm.

Descrizione della legatura

Cuoio di capra rosso su quadranti in cartone decorato in oro. Coppia di cornici concentriche all’antica. Motivo filigranato fitomorfo negli angoli esterni del riquadro interno. Armi su sfondo ovale riferibili al cardinale Jules Mazarin (1602-1661). Scompartimenti del dorso riquadrati. Nel secondo, il titolo dell’opera; due volute caudate negli angoli interni e fregio fitomorfo centrale in quelli residui. Capitelli muniti di due anime avvolte da fili in seta rossa, blu e bianca. Cucitura su cinque nervi rilevati. Indorsatura non osservabile. Labbri ornati a pizzo. Rimbocchi discretamente rifilati. Carte di guardia marmorizzate policrome pettinate fini e bianche. Tagli dorati e marmorizzati. Stato di conservazione: discreto- buono. Marginali spellature al materiale di copertura. Angoli ricurvi.

Commento alla legatura

L’impianto ornamentale à la Du Seuil, i fregi, i capitelli a doppia anima, le carte di guardia marmorizzate policrome pettinate fini e le note tipografiche consentono di assegnare la legatura, al terzo quarto del XVII secolo, eseguita in Francia. L’ornamento costituisce uno stilema di origine francese, comparso agli inizi del XVII secolo, caratterizzato da due cornici, costituite ciascuna da due o tre filetti equidistanti o all’antica (due filetti ravvicinati e uno più lontano). La prima cornice forma un’inquadratura che delimita esternamente i piatti, mentre la seconda è posta all’interno dei quadranti, a metà distanza circa dal centro. Gli angoli esterni della cornice interna sono arricchiti ciascuno da un piccolo fregio floreale, anche filigranato, di forma losangata, da un simbolo araldico o da un monogramma. Al centro figurano talora le armi del possessore.

 

Augustin Du Seuil

A questo tipo di legatura, che ebbe molto successo durante tutto il XVII secolo sia per l’eleganza sia per la rapidità di esecuzione, imitata anche in Italia, ma che era nota fin dal XVI secolo, venne in seguito erroneamente conferita la qualifica di décor à la Du Seuil, dal nome del legatore francese Augustin Du Seuil, attivo dal 1700 al 1745 circa, che l’aveva semplicemente riesumata, molto tempo dopo la comparsa. Legatore francese (1673/1746) dal 1717 relieur du Roy, apprezzato per la perfezione del corpo dei libri prodotti, la qualità dei marocchini e la perfezione delle dorature; a lui si devono alcune tra le più prestigiose legature a mosaico del Settecento. In evidenza il materiale di copertura, i labbri ornati e i tagli dorati e marmorizzati. Per la biblioteca del cardinale cfr. DE CONIHOUT 2006; GUIGARD 1870 - 1872, III, pp. 97-106.

Volume appartenuto al cardinale Filippo Monti.