Collocazione: A.IV.D.V.40
Descrizione bibliografica
Dioscorides, Pedanius, Pedacii Dioscoridae Anazarbei Simplicium medicamentorum, reique medicae libri 6. Interprete Marcello Vergilio ... Quibus accessit, praeter pharmacorum simplicium catalogum, nouus omnium fere medelarum siue curationum index, Basileae : [Andreas Cratander], 1532 (Basileae : per And. Cratandrum, et Io. Bebelium, mense Augusto 1532), 167x103x40 mm.
Descrizione della legatura
Cuoio di capra marrone su quadranti in cartone decorato a secco. Tre filetti concentrici parzialmente collegati agli angoli. Cornice caratterizzata da punte e coppie di volute fogliate. Motivi a chiavistello negli angoli interni dello specchio. Placchetta circolare (50 mm di diametro) raffigurante il busto del poeta laureato di profilo destro (sinistro in araldica) entro serto di foglie d’edera. Tracce di due coppie di lacci in tessuto. Capitelli muniti di anima circolare avvolta da fili in canapa. Due bande orizzontali provviste di arabeschi negli scompartimenti del dorso arrotondato. Etichetta munita del nome dell’autore in testa. Cucitura su tre nervi alternati a quattro apparenti. Indorsatura realizzata tramite alette orizzontali cartacee. Rimbocchi rifilati senza particolare cura. Carte di guardia bianche. Tagli policromi. Stato di conservazione: mediocre - discreto. Bruniture al materiale di copertura dalla tonalità scolorita lungo il dorso, ivi parzialmente scomparso in testa e al piede. Angoli ricurvi e sbrecciati.
Legatore
Marescotti, successore del legatore di (?) (XVI secolo, Bologna)
Commento alla legatura
I fregi, il poeta laureato (proprio delle legature rinascimentali felsinee rivolto verso destra oppure a sinistra) e le note tipografiche consentono di assegnare la legatura al secondo quarto del XVI secolo, eseguita a Bologna, dal successore del legatore di Marescotti (?), come potrebbe suggerire in particolare il decoro della cornice. Rare le legature note di quest’ultimo artigiano attivo tra il 1519 e il 1522 circa. Malgrado il ridotto periodo di attività, realizza una delle più celebrate legature del Rinascimento (Biblioteca Vaticana, R.I S.143, M. A. Marescotti de Calvis, De constitutione libri sexti Decretalium repetitio, Bologna, Girolamo de Benedetti, 1519,). Lo stemma del Cardinale Giulio de Medici è impresso al centro dei piatti. Il genio un fanciullo che regge una cornucopia, simbolo di prosperità; Mercurio occupa il centro del frontone dell’arco. Bracieri ardenti manifestano la devozione dell’autore al suo mecenate; i gigli celebrano la purezza di vita del cardinale, le teste di lupo ne celebrano il valore militare e la Fortuna ne evidenzia l’abilità nel cogliere le opportunità favorevoli. In evidenza la cucitura su tre nervi alternati a quattro apparenti e i tagli policromi.
Volume appartenuto al petroniano convento carmelitano.