
L'aula IV fu la sala della prima biblioteca dell’Istituto delle Scienze di Bologna, fondato da Luigi Ferdinando Marsili negli anni 1711-1714. Venne approntata nel biennio 1724-1725 su progetto dell’architetto Giovan Battista Piacentini e ad opera di Francesco Maria Zanotti, bibliotecario dal 1721 al 1723, quindi segretario dell'Istituto.
Arredata con scansie povere, ebbe l'attuale sistemazione dopo le soppressioni conventuali napoleoniche, quando oltre a un ingente numero di libri, codici e manoscritti, giunsero in biblioteca varie suppellettili e scansie. In particolare, parte della scaffalatura dell'aula IV provenne dalla libreria del convento di San Michele in Bosco e fu integrata dopo il 1813 con materiale proveniente dalla libreria del convento di San Francesco.
Attualmente ospita la mostra permanente di manoscritti e libri antichi a stampa della collezione di Marsili, che costituisce il nucleo originario e fondativo della Biblioteca Universitaria, dell'eredità di Ulisse Aldrovandi (1522-1605) e della donazione di Papa Benedetto XIV (1675 - 1758).
Le collezioni librarie e scientifiche di Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730)
Nel 1730 Luigi Ferdinando Marsili donò all’Istituto delle Scienze le sue collezioni librarie e scientifiche. Il nucleo dei 146 manoscritti, in parte autografi, comprende testi scientifici e corrispondenza, oltre a disegni e acquerelli di soggetto naturalistico e cartografico, carte geografiche, tavole illustrate, appunti e osservazioni raccolti nel corso dei suoi viaggi e delle sue ricerche. Ad esso si aggiunge una significativa collezione di manoscritti orientali, con oltre 400 codici arabi, quasi 200 turchi e una ventina di persiani.
L’eredità di Ulisse Aldrovandi (1522-1605)
Nel 1742 si aggiunse alle collezioni della Biblioteca il fondo librario lasciato in eredità nel 1603 al Senato di Bologna dal naturalista Ulisse Aldrovandi. Il fondo è composto da 160 opere manoscritte in oltre 400 tomi e da circa 4.000 libri a stampa, di cui più di 100 incunaboli.
Spiccano per la raffinatezza artistica i diciotto volumi di tavole a colori, realizzate a tempera e acquerello e dedicate a piante, fiori, frutti, animali e creature mostruose. Le illustrazioni furono commissionate da Aldrovandi a partire dalla seconda metà del XVI secolo. La raccolta, composta da circa 3.000 dipinti, costituisce una vera e propria pinacoteca tardo-rinascimentale del mondo naturale. Le immagini avevano lo scopo di offrire una rappresentazione precisa e sistematica di quel “teatro della natura” che il grande naturalista bolognese aveva osservato e studiato con attenzione.
La donazione di Papa Benedetto XIV (1675 - 1758)
Prospero Lambertini, vescovo di Bologna dal 1731 e pontefice dal 1740 con il nome di Benedetto XIV, ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo dei fondi antichi, museali e bibliografici dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Nel 1754 donò alla biblioteca dell’Istituto delle Scienze circa 25.000 volumi a stampa e 450 manoscritti, ponendo le basi di uno dei più importanti patrimoni librari dell’Ateneo. Nello stesso anno impose ai tipografi locali la consegna gratuita di una copia di ogni opera stampata a Bologna e, nel 1755, aprì la Biblioteca al pubblico. La rapida crescita delle collezioni, dovuta anche alla donazione del cardinale Monti, rese necessario l’ampliamento dell’edificio: nacque così la sala di lettura monumentale, detta Aula Magna, progettata dall’architetto Carlo Francesco Dotti per volontà di Benedetto XIV.