Giornali di guerra illustratiQueste riviste nascono e si sviluppano sull'onda di un sempre crescente interesse verso gli eventi bellici da parte del pubblico, cui la stampa illustrata è destinata negli anni tra Otto e Novecento. Le guerre balcaniche prima e il conflitto russo-giapponese e la guerra di Libia poi, assieme agli episodi che accompagnano l'espansione coloniale in Asia e Africa, vedono l'affermazione come disciplina specializzata di quel genere noto come giornalismo di guerra.

Questo genere di reportage è caratterizzato sia dall'interesse per lo sviluppo di tipo tecnico di nuovi strumenti di guerra (aerei, dirigibili, gas tossici tanto per indicare i principali soggetti che rivestono maggior potere di suggestione ed interesse per il pubblico), sia dalla curiosità voyeuristica che riproduce gli eventi bellici come spettacoli a beneficio dello spettatore.

Nel caso delle riviste italiane, il taglio giornalistico accompagna in misura decrescente i primi dieci mesi del conflitto in cui l'Italia, alleata degli Imperi centrali allo scoppio delle ostilità, da posizioni prima neutraliste deriva poi progressivamente verso l'intervento in guerra a fianco dell'Intesa.

In seguito, l'approccio giornalistico tecnico e spettacolare verso i reportage di guerra dei primi mesi, finisce per essere progressivamente sostituito da un taglio sempre più propagandistico di esaltazione e mitizzazione dei fatti bellici.

La stampa illustrata si ritrova a giocare un ruolo di primo piano: l'illustrazione a colori ha infatti un ruolo decisivo sulle prime pagine delle riviste e subentra alla fotografia nella raffigurazione della guerra in termini epici e spettacolari. Il disegno illustrato si presta inoltre come strumento ideale al fine della deformazione caricaturale dell'inanità del nemico e dei suoi capi, e per denunciarne la disumanità barbarica, come accade sulle riviste di entrambi gli schieramenti.

Digitalizzazioni in collaborazione con: Angelica Appicciutoli, Roberta Bruno, Benedetta Antonia Sabina, Roberta Sanfilippo, Mia Schillaci.